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La dott.ssa Toto ha conseguito la laurea in psicologia clinica ed è specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale con lode. 
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Il narcisista maligno. Non farti manipolare!
Il narcisista maligno. Non farti manipolare!

Il narcisista maligno. Non farti manipolare!


A tutti noi è capitato, almeno una volta nella propria vita, di avere a che fare con un narcisista.
Non di quelli egoisti, egocentrici.. ma tutto sommato innocui. No.
Con quei narcisisti cosiddetti “maligni” o ancora, 'manipolatori perversi'. Quelli che ricordano la tanto famosa storia di Doctor Jekyll e Mister Hyde: dolci al cospetto degli altri ma di indole subdola, calcolatori e pericolosi. Bugiardi, ipocriti e manipolatori.

In qualità di terapeuta è da molto tempo che questa tematica entra nel mio studio attraverso le vittime di queste persone: pazienti che nella loro cerchia di amici, conoscenti o familiari, vivono relazioni altamente disfunzionali, causa di stress e di manifestazioni psicosomatiche di vario tipo.

L’articolo nasce dalla lettura di un libro che consiglio vivamente, scritto dalla psicoterapeuta francese Isabelle Nazare-Ara “L’arte di non lasciarsi manipolare”, che offre spunti molto concreti per l’individuazione e la difesa dai manipolatori relazionali.

Di fatti, quando percepisco che il malessere di un mio paziente è legato alla presenza costante e inquinante nella sua vita, di un narcisista perverso, quello che insegno è innanzitutto prendere coscienza del modo in cui questi agisce, dunque saperlo riconoscere e sapersi proteggere.
Poi ovviamente bisogna capire il perché si attirano persone così, ma questo è un altro discorso: scoprire il gioco del manipolatore relazionale è il primo passo per riconquistare la propria libertà e serenità. Capire la propria vulnerabilità risolverà il resto. 

In genere il manipolatore affettivo ha tratti narcisistici notevolmente amplificati; certamente quello che più lo caratterizza è l’alta considerazione di sé, il credere di essere speciale, che tutto sia dovuto. Le capacità empatiche che in una persona non narcisista sono al servizio degli altri, nel manipolatore si trasformano in pretese al servizio del suo ego il quale s’impone su tutto e tutti, il più delle volte subdolamente: vuole essere soddisfatto per primo, secondo la logica mors tua vita mea. Tutto deve essere pianificato per essere certo che la vittima di turno possa compiere azioni a suo vantaggio, senza mai provare senso di colpa: il suo egocentrismo è così forte che annulla la sensibilità nei confronti di quello che provano gli altri, spianandogli la strada per le azioni più sleali e prepotenti.

La perversione del narcisista “maligno” sta nello studio che fa delle persone per poterle meglio raggirare indossando maschere ad hoc per le specifiche situazioni. Infatti è molto abile nel travestirsi a seconda delle situazioni e degli obiettivi che persegue.

Possiamo trovarlo nelle vesti del “simpatico”: l’attenzione all’altro, la sua estroversione, il suo sorriso, perché queste doti non impediscono la manipolazione, anzi, la favoriscono, in quanto dissimulano perfettamente il suo gioco.
O ancora, possiamo trovarlo sotto la maschera del “seduttore”: il suo fisico attraente, lo charme, i complimenti che dispensa gratuitamente ma ai quali non crede, sono per lui un’eccellente arma di potere, espedienti per affascinare e piacere agli altri.
Poi ancora c’è il manipolatore “altruista”, quello che dà senza che gli venga chiesto: ad esempio vi presta dei soldi senza che lo chiediate o fa regali improvvisi, così si sentirà legittimato, quando vorrà lui (secondo i suoi tempi ed i suoi modi) a chiedervi il doppio. E siccome vi ha aiutato quando eravate nel bisogno, ora come potreste dirgli di no? La trappola della gentilezza serve a creare dipendenza.
Poi ancora potremmo incappare nel manipolatore “colto”, quello che dà l’impressione di una grande cultura, diventando sottilmente sprezzante verso chi non possiede altrettanta (presunta) competenza.

Questi sono solo alcuni dei modi in cui il manipolatore si camuffa.
Difficile vedere cosa c’è dietro le maschere, ma è importante capire che in alcune persone casi l’abito non fa il monaco e quando sentiamo che nella relazione qualcosa non va, dovremmo avere la lucidità di osservare le intenzioni ed i piccoli gesti dell’altro, senza lasciarci impressionare dalle apparenze.

Le vittime dei manipolatori molto spesso non si accorgono di essere manipolate se non attraverso dei segnali interni (disagi psicologici o fisici) che però non riescono quasi mai ad interpretare correttamente e collegarli alla relazione nociva che vivono.
Se ne accorgono spesso con l’aiuto di altre persone, quando è tardi e sono già entrate in una spirale negativa, talvolta traumatizzante.
In genere, il vissuto che i pazienti riportano è del tipo: “Mi sento privo di energia!”, “Questa persona mi logora”, “Mi fa impazzire”, “Ogni volta che lo sento sto male!” e vari segnali indicano che potrebbe esserci una disfunzione all’interno della relazione.
Infatti, le relazioni nocive perpetrate nel tempo, generano sensi di colpa, aggressività, ansia, paura o tristezza. Ma anche conseguenze fisiche come mal di testa, disturbi digestivi, nodo in gola, tensioni muscolari o disturbi del sonno.

In che modo agisce il manipolatore?
Certamente attraverso le critiche, le insinuazioni, il sarcasmo, l’umiliazione commessi ai danni dell’interlocutore in modo sottile e mascherato.
Solo il tempo e la frequentazione permettono di riconoscere il modo di agire tipico del manipolatore, ma con un po’ di allenamento, diventeremo sempre più bravi e veloci.

Spesso sono persone altamente danneggiate, che a loro volta hanno subìto traumi, maltrattamenti, abusi comportamentali ed emotivi verificatisi in tempi molto precoci e per questo perpetuano il trauma traumatizzando a loro volta e facendo diventare questa modalità relazionale, l’unica possibile per entrare in contatto con l’altro. Nasce come meccanismo di difesa che si automatizza diventando una linea di condotta.

Gli strumenti di manipolazione più diffusi sono:

1) La colpevolizzazione: far sentire la vittima in colpa è un modo per ottenere quello che si vuole.

2) Non prendere mai una posizione definita: sottrarsi alle discussioni gli permette di non prendere decisioni, di non mettersi in gioco e di non risolvere il problema. Per sfuggire alle situazioni che lo disturbano si serve di pretesti che a volte lo valorizzano, altre volte si mette nei panni della vittima. 

3) Predicare il falso per sapere il vero: porre domande includendo degli elementi erronei, attraverso a costruzione di una finta complicità con l’interlocutore che serve solo a fargli abbassare le difese. Così, quando il manipolatore imbroglia le carte in tavola, l’interlocutore non sospetterebbe mai la menzogna e gli fornisce le informazioni di cui ha bisogno.

4) Seminare zizzania facendo nascere sospetti. Quando un gruppo amalgamato si scinde progressivamente, dopo l’arrivo di un nuovo membro, questo dovrebbe destare sospetti. Il manipolatore tende a prendere il sopravvento nei gruppi (di amici, ma anche familiari) quando i componenti hanno personalità poco solide. Il suo potere è nell’arte di insinuare dubbi, instillare veleno, fare domande che implichino una situazioni sospette. Il tutto contornato da lusinghe, favori ricevuti che alla fine bisognerà rendere, elementi propizi a creare suggestionabilità come il fare rassicurante, comportamenti piacevoli per il gruppo.

5) Mostrare gentilezza senza un vero affetto: un modo per accaparrarsi la simpatia e la fiducia dell’altro e poter entrare senza barriere nel suo mondo, è quello della gentilezza. Ma si tratta di una gentilezza sganciata dall’affetto e da un sentimento genuino.

6) La denigrazione: quando l’obiettivo è umiliare gli altri per illuderli della propria superiorità, ogni mezzo è buono. Dalla critica più diretta all’ironia più sottile passando per il sarcasmo o anche atteggiamenti di indifferenza per la vostra presenza. Tutto va bene per mettere in dubbio la qualità, la competenza e la personalità degli altri, minandone l’autostima alle basi. 

Insomma, se leggendo questo articolo vi è venuto in mente qualcuno che conoscete… prestate tanta attenzione!

Nell’articolo successivo vi spiegherò chi è la vittima privilegiata dei manipolatori e come difendersi.

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Q: 
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